Un gran numero di turisti sceglie di trascorrere le proprie vacanze in un appartamento, piuttosto che in un albergo o in un ostello, sia per ragioni pratiche che economiche.

Gruppi di amici e famiglie con bambini beneficiano di grande libertà in una casa vacanze, non essendo vincolati agli orari degli hotel, e spesso anche i costi d'affitto sono decisamente vantaggiosi rispetto a quelli di alberghi e pensioni.

Quando si affitta un appartamento per le vacanze bisogna prestare attenzione al contratto di locazione transitoria, il quale deve essere messo nero su bianco e firmato da entrambe le parti interessate, pur non essendo obbligatorio procedere alla sua registrazione qualora sia di durata inferiore ai trenta giorni.

Per quanto concerne gli aspetti legali specifici del contratto d'affitto di una casa vacanza rimandiamo al codice civile, in particolare alla sezione dedicata alla locazione comprendente gli articoli 1575 e seguenti, oltre che alla legge 431/98 (e alle sue successive modifiche) volta a disciplinare la materia dei contratti di locazione transitoria per finalità turistiche.

In questa sede ricordiamo che anche per gli affitti transitori a finalità turistica sono valide le norme generali, ovvero l'obbligo dei locatari di prendersi cura dell'immobile con la diligenza del buon padre di famiglia e di versare il canone pattuito.

In merito alla caparra non vi sono regole generali, pertanto essa sarà stabilita in accordo tra le parti, così come il versamento dell'affitto che solitamente è effettuato per intero al momento della consegna dell'appartamento in cui trascorrere le ferie, ma potrebbe pure essere dilazionato in tranches, qualora si preferisca tale opzione.

Entrambi gli aspetti, sia l'ammontare dell'eventuale caparra che del canone d'affitto, devono essere specificati nel contratto insieme a quanto stabilito in merito al pagamento delle bollette di luce, acqua e gas, al fine di scongiurare ogni discussione in occasione della riconsegna delle chiavi da parte degli affittuari.